Soy Cuba/2

Socialismo ed esclusione.

Le spiagge dei cayos sono esclusivamente per i turisti.
Mi spiego meglio: le isole di fronte alla costa nord di Cuba sono proibite ai cubani e la polizia controlla i passaporti come se fosse una barriera doganale.
E in un certo senso lo è, visto che dopo averla passata non sembra più nemmeno di essere a Cuba: la lingua ufficiale magicamente diventa l’inglese, tanto che anche il personale locale – visto che camerieri, giardinieri o facchini sono i soli cubani a cui è permesso entrare – risponde in inglese se ci si rivolge loro in spagnolo.
La clientela è soprattutto canadese ed, in piccola parte, europea. Scambio un paio di parole con dei ragazzoni canadesi e una luce di interesse si accende nei loro occhi quando dico loro che siamo di ritorno da un giro di 2000km attorno all’isola. Non sono assolutamente degli stupidi, magari è solo gente che scappa dai -20° di Montreal, ma mi pare comunque incomprensibile che della gente desideri passare 10 giorni a Cuba e …. NON VEDERE CUBA!

Socialismo dicevo… Ci sono ovviamente delle spiegazioni per questa scelta politica e -soprattutto- economica.
Dicendola in parole povere, Fidel si è ritrovato improvvissamente con le chiappe per terra dopo la caduta dell’ URSS. Chiusa la principale fonte di scambi commerciali e denaro, per dieci anni Cuba si è dovuta re-inventare un’economia dal nulla. Trovare nuovi partners commerciali, intessere nuove alleanze politiche e, soprattutto, aprirsi al turismo per garantirsi un flusso di denaro sufficiente a mandare avanti la baracca.
Ok, fino a qui ci siamo.
Ma perchè escludere la popolazione da una parte non trascurabile di territorio in un paese che si dice socialista? Propongo due possibili ragioni: per nascondere i lussi dei resorts a una popolazione che vive dignitosamente ma in povertà, e quindi cercare di prevenire rivendicazioni da una popolazione assetata di benessere, gadgets e comodità. Secondo, venire incontro a probabili richieste delle compagnie estere che investono sui resorts e che vogliono garantire vacanze senza rischi, scocciature o anche solo incognite ai propri clienti… boh, mi pare più plausibile la prima spiegazione.
Fatto sta che chi ha lottato per la rivoluzione si rivolterebbe nella tomba se vedesse.

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Una Risposta a “Soy Cuba/2”

  1. Grazie T, bellissimo post.
    Certo che mi sembra di capire che di contraddizioni ne hanno un bel po’ anche a Cuba…
    Chissà se quando torni in Italia ti attenderanno spiagge proibite agli Italiani 🙂
    Ok, esagero. Magari solo proibite ai meridionali.

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