Ghana

Appunti sparsi.

Accra
Torno dopo sei anni e qualcosa è cambiato. Da principio non so spiegarmi cosa, è più una sensazione che delle osservazioni precise.
Poi comincio a dargli forma: più negozi e meno mercati, più edifici “moderni”, un mega centro commerciale, meno commerci informali per le strade, più auto private.
Le canalette delle fogne invece sono sempre a cielo aperto, e l’odore è lo stesso di sei anni fa. Alloggio nel quartiere di Osu e la via principale del quartiere si chiama Oxford Street. C’è un po’ meno Africa e più Europa qui: locali aria-condizionati frequentati da stranieri e Ghanesi ben pasciuti, sushi bar dal design raffinato, quel genere di cose.
Forse la volta scorsa ero stata in quartieri più popolari, o forse davvero qualcosa è cambiato.

Ora che ci penso… anche la moneta è diversa e non c’è più bisogno di girare con borse di plastica piene (letteralmente) di soldi per pagare il conto del ristorante. Sei anni fa si pagavano conti da 100000 cedis con banconote da 1000 o 5000 cedis. E si passava mezz’ora a contare centinaia di banconote, tipicamente aiutandosi in 3-4 persone, quando si usciva dall’ufficio di cambio.

Venendo dall’Inghilterra noto cose che la volta scorsa non avevo notato: l’impronta coloniale che si mantiene nei prodotti in vendita. Pasticcerie che producono chelsea buns e fruit loafs come si trovano nei banchi di Londra, zucchero della stessa marca che compro al supermercato sotto casa, Barclays onnipresente (e unica).

Poi al momento di pagare il conto dell’albergo, una scena molto africana.
Chiediamo la fattura con l’IVA. Panico tra i tre ragazzi della reception. Estraggono il blocco delle fatture e cominciano a discutere, presumibilmente di moltiplicazioni e percentuali.
Compare una calcolatrice gigante, uno di loro, sudato, si allontana e si va a sdraiare su un divano. Gli altri continuano a fare conti che evidentemente non tornano. Telefonano, forse per chiedere aiuto.
Alla fine, venti minuti e svariati litri di sudore dopo, producono la fattura.
Possiamo partire per Beyin.

(to be continued….)

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Una Risposta a “Ghana”

  1. ciao tiziana! Eh sì è proprio il caso di dire che hai toccato con mano l’esito imperante del globalismo omogeneizzante. Il mercatismo che pian piano pervade tutto e TUTTI anche lì fa capolino e modifica le abitudini delle persone che saranno sempre più costrette ad assumere il ruolo di “individui” (nel senso utilitaristico-economico) e non più membri facenti parte di una società organica. Grazie ancora per darci simili preziose informazioni che non fanno altro che deprimere ulteriormente, e farci toccare con mano che il sistema impazzito del turbo-capitalismo (in stadio terminale) fagocita con indifferenza ogni società aperta al cosiddetto neo-liberismo occidentale.
    Un grosso abbraccio
    :p

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