Archive for the everyday life Category

Thought of the day

Posted in everyday life, Londra on 29 Maggio, 2008 by Tiziana

Da qualche settimana c’è qualche anima bella che la mattina scrive un “thought of the day” nella lavagna della mia stazione della metro, Oval.
Non so perchè ma credo sia l’omino che fa gli annunci, ha una voce così bella, da nonno del Mississipi.

All’inizio era partito sparando troppo in alto, con citazioni poetiche, ma troppo lunghe per la fretta della mattina.
Poi piano piano aveva calibrato la lunghezza e, nei 2 secondi che ci vogliono per arrivare dall’entrata ai tornelli, si leggeva agevolmente la massima del giorno.
Mi sono preoccupata la settimana scorsa, quando il thought of the day è sparito…. mi ci ero affezionata.
Poi ieri, è riapparso di nuovo, e mi ha fatto contenta.

Semplice, coinciso, diceva:
Always hold your head up, but be careful to keep your nose at a friendly level.

Come direbbe Troisi, ” mo me lo segno “!

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Wasn’t me!

Posted in everyday life on 6 febbraio, 2008 by Tiziana

Lo so, non si sparisce così per un mese. Senza salutare.
Ma con un trasloco di mezzo e venti giorni senza internet non c’era molto altro da fare. Perdonata?

Nel frattempo si prendono lezione di arte (qui) con i colleghi, si socializza con la nuova compagna di casa (socievole, simpatica, il contrario dell’orso di prima), si va a concerti, si pensa alle prossima vacanza, ci si arrabbia per le prossime elezioni (perchè, dico, perchè??).

Ah…. si lavora, anche!

Troppo pigra!

Posted in everyday life, fatti e misfatti, Tiziana on 16 settembre, 2007 by Tiziana

Sono troppo pigra, ogni sera mi metto a letto col computer sulle ginocchia e invece di scrivere mi metto a fare altro finchè immancabilmente diventa troppo tardi e rimando, e rimando, e rimando… ok. Questo per chiarire perchè ho fatto passare quasi un mese senza scrivere un tubo.
E ne sono successe di cose!

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Andando a ritroso:

– sono appena tornata dalla serata conclusiva del Thames Festival, una due giorni per festeggiare la fine dell’estate (quale??, si lo so…). Qualche foto su flickr tanto per avere un’idea di cosa si trattava.
Random, tra le cose che mi sono piaciute:
* lo spettacolo di ieri sera sotto al London Eye, magico e poetico, con musicisti acrobati sospesi in aria fra musiche di campanelli e fiaccole;
* la pazza trasformazione del Southwark Bridge in qualcosa di completamente diverso, con divani e abajour, una lunga tavola con candelabri in pura plastica e sedie dorate, sabbia e prato e una casetta ricoperta di biscotti (veri e buoni). Più un surreale concerto in stile surf-rock con hula-man in pantaloncini e gonnellino di rafia e qualche attempato ma doratissimo Elvis.
* la sfilata di stasera: carri, gruppi danzanti in costumi colorati e luminosi, lanterne di carta e tanta musica. Più i fuochi d’artificio finali sparati sul Tamigi.

– ho conosciuto diverse persone interessanti durante il blog drink in un pub a Gloucester Road organizzato da Sandrine. Un saluto in particolare a Joe, Jobeda e Sandrine con i quali ho parlato davvero volentieri.
Jobeda, creatrice di sci.tv e filmaker, mi ha colpito tra l’altro per l’essersi definita una “musulmana atea”: la combinazione mi è in effetti totalmente nuova, ma, come ha spiegato lei, ha perfettamente senso se si intende l’essere musulmani come un dato culturale d’origine (ambiente di nascita ed educazione) e l’essere atei come una scelta filosofica matura.
Parlando con Joe, originario di Hong Kong ma cresciuto a Londra, ho invece scoperto un’affinità tra cinesi e toscani nell’uso della cosidetta “bestemmia creativa” 🙂

– Una notte molto particolare al Royal Festival Hall (che ormai sta diventando la mia seconda casa). Da Java una notte di musica e teatro delle ombre per raccontare un episodio del Mahabarata: cominciato alle dieci e proseguito fino alle sette della mattina successiva, con il pubblico –scomodamente– sprofondato in cuscini bianchi e rumorosi ma letteralmente ipnotizzato dal fascino della rappresentazione… faticoso ma bellissimo.

– Ho fatto le mie prime vacanze “da emigrante” in Toscana e mi sono quasi commossa quando ho letto “aeroporto di Pisa” (davvero!). E’ stato bello rivedere amici e famiglia, e voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati così vicini da quando sono partita. Fa piacere, tanto!

Purtroppo una settimana passa davvero troppo in fretta e non c’è stato tempo per stare abbastanza insieme… ma se volete siete i benvenuti qui a Londra!

Maremma dreaming

Posted in everyday life on 24 agosto, 2007 by Tiziana

Prossimamente arrivo in Italia, Grosseto, Pisa, Firenze.

Ai fiorentini: prenotati per il primo fine settimana di settembre?
Ai grossetani: in settimana, maremaremaremare…. che ora c’ho un bel colorino bianco-morte e devo fare un po’ d’invidia ai colleghi quando torno;
Ai pisani/lucchesi: qualcuno per un tour maremmano? sennò lunedì 3…

Dopo il secondo furto non ho più un numero di cellulare, palesatevi via mail o come volete (anche con consegna pizza a domicilio, magari!)

Tiziana’s got a house

Posted in everyday life on 4 luglio, 2007 by Tiziana

Eccheccavolo, non ne potevo più di passare le serate a cercare casa… 🙂
Comunque: Kennington, bella, grande, centrale. Ok, per un po’ sono a posto.
Unico dettaglio: tra il 15 e il 20 luglio sono a spasso, qualcosa troverò.

Would you like a cup of tea?

Posted in everyday life, Londra, Tiziana on 22 giugno, 2007 by Tiziana

Io dico che questa frase l’avrò sentita almeno venti volte al giorno, questa settimana. Si, sono decisamente in Inghilterra.
Ampio open-space, mattoni a vista dipinti di bianco come le colonne di ghisa, moquette. Una cucina accanto alle finestre, bollitore per il tè e caffè solubile (ahi, ma dicono che l’espresso stia per arrivare…)
Negli sportelli i mug con il logo della società, più una simpatica teiera con un vestitino di maglia per tenere in caldo il tè. Fantastico, 😉

Sono una pendolare, commuter, please.
Sveglia alle 7, metro (strapiena) alle 8.15, arrivo al lavoro alle 9.
Hi, hi, how do you do? Fine thanks, would you like a cup of tea? (appunto!), yes please/no thanks a seconda di quello che mi viene a mente per primo.
Computer, due chiacchiere, riunione, computer, computer, cup of tea? no thanks…. così.

Martedì mi è presa male, però… metti la lingua diversa, oltre a cose piuttosto impegnative da risolvere, nuove normative tecniche da applicare (Eurocodici?.. magari, qui si va a British Standard… e meno male che i metri sono metri e non inches!)
Già inserita a pieno ritmo nel lavoro, tre progetti affidati, si va da un palazzo in centro con un faro sul tetto da restaurare (diciamo piuttosto rifare nuovo di pacca), alla cattedrale di Wells, alla marina di Hastings. Come inizio mica male. Fino a che non giocherò a badminton però non mi sentirò completamente inserita. Ma mi sa che lunedì prossimo mi tocca, quindi…

Hoopla!

Posted in everyday life, teatro on 7 giugno, 2007 by Tiziana

Ovverosia: andare a teatro e piegarsi dalle risate per due ore di seguito… giuro!

Succede che ho un amico qui a Londra che, quando non è in un serissimo laboratorio dell’Imperial College, si dà al teatro.
Felicemente raccolgo l’invito ad andare a vedere il suo debutto, Hoopla!, e mi diverto da morire: secondo piano di un locale, The Bedford, a Balham, sala piccola ma pienissima, cinque attori si alternano sul palco raccogliendo spunti dal pubblico e improvvisando a base di giochi di parole, non sense, pentametri giambici e non politically-correct vari. Esilarante, davvero!
Per chi volesse partecipare, oltre ad altri appuntamenti come questo, c’è anche la possibilità al giovedì di cimentarsi con l’improvvisazione sotto la guida di alcuni degli attori.
Appena sarò un po’ più sciolta con l’inglese, prometto che proverò!

Notizia: il 21 giugno “A Midsummer Night’s Dream” (in Exhibition Road, South kensington) for free nell’ambito dell’ Exhibition Road Music Day.

confesso… l’ho fatto!

Posted in everyday life on 4 giugno, 2007 by Tiziana

Arrivata a Londra da meno di una settimana, ebbene sì, ho cenato in pizzeria!
Ed era buona, per giunta.
Serve a niente dire che le altre sere (perchè qui si va a cena fuori tutte le sere, dato che sono in famiglia con l’opzione B&B) ho cenato libanese, inglese, giapponese ecc. e che sono pronta domani mattina a farmi per colazione 2 uova strapazzate e un bacon fritto fritto fritto?
No, vero?… sospettavo.
Comunque se a qualche altro “emigrante con il laptop di cartone” – come scrisse Cristian – venisse voglia di farsi una pizza più che decente a Londra, vada pure davanti alla fermata di Fulham Broadway da Napulè (sic!). Niente mandolini di sottofondo, ma un dignitosissimo Rino Gaetano + qualche Vasco d’annata, cose così…

London tales – 1

Posted in everyday life, Londra on 31 Maggio, 2007 by Tiziana

Eccomi, come qualcuno sa già, non sono morta sotto la mia pesantissima valigia (la più grande mai preparata: ha battuto ogni record personale fissando la bilancia sui 26,7 kg!).
E da oggi sono una degli 8 (?) milioni di abitanti di Londra, quindi avverto che da ora in avanti:
– comincerò a parlare de tempo,
– mi lamenterò dei trasporti,
– rimpiangerò i bei vecchi tempi andati
– mi verrà un irrefrenabile desiderio di mettere moquette ovunque! (no, questa l’ho sparata troppo grossa…)

Ho tra le mani “Inglesi” di Beppe Severgnini, gentilmente omaggiatomi dal mio ex-coinquilino. Divertente, anche se, essendo del ’92, piuttosto datato.
Sorprendentemente però sembra che sostituendo la parola “Thatcher” con quella “Blair” il libro diventi automaticamente aggiornato!

E oggi ho rinverdito la conoscenza con un vecchio amico: l’hummus bar di Soho… “give peas a chance!”, ottimo motto per ottimi ceci, oltre ad una buonissima bevanda a base di aloe.

Ma mi sono anche persa la prima conferenza interessante alla BDP: “house believes you can’t build me happiness“… prometteva bene ma già sold out.
Ho compensato con la presentazione al Bloomsbury Theatre di un video-documentario e libro di John Pilger “Freedom next time“, su fatti e misfatti della politica estera USA e UK post 11/9. Un po’ pesino come esordio ma interessante.

Che altro, ci sarà tempo per i personal rants… a seguire London tales – 2.

Il grande balzo in avanti

Posted in everyday life, Londra, Tiziana on 15 Maggio, 2007 by Tiziana

Ehm, no… non voglio parlare della Cina di Mao, ma del balzo che mi appresto a fare io.

Riassumendo: l’ho voluto, cercato ma ora che ci sono ho una gran paura.
Tra pochi giorni parto per Londra, biglietto di sola andata (il primo, per me, che pur avendo viaggiato abbastanza sono sempre tornata alla base).
Ho cominciato a realizzare quello che mi sta per succedere solo da pochi giorni, paese nuovo, lingua diversa, mega città, grandissima opportunità per imparare -professionalmente e non-…. ma adesso mi viene l’ansia.
Inquieta, curiosa, perfezionista, da piccola mi chiamavano “verità in tasca” perchè dicevo la mia e volevo sempre avere ragione.
Ma ora mi viene una gran paura di stare chiedendo troppo, e di dover dimostrare di valere quello che mi si sta dando…. uff, aiuto, sono in preda ad un pauroso attacco di sega-mentale!!!

Vabbè cambiamo tono: che si fa a Londra quest’estate?
No, nel senso… non è che vengo in una mega-città perchè mi piacciono il traffico, la ressa in metrò e gli affitti milionari!
Concerti, uscite, conferenze, girate, tanta gente nuova-interessante-disponibile da conoscere, stimoli intellettual-sensoriali a badilate, vero?
Ahhh, bene, mi pareva…. 😉

Storie di ossa

Posted in everyday life on 22 marzo, 2007 by Tiziana

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Curiosamente negli ultimi giorni mi sono imbattuta in una serie di storie aventi ossa varie come protagonisti. Avere degli amici archeologi ha indubbiamente dei lati divertenti!

Il femore dello zio
Cosa succede se ad una nobile famiglia pisana viene profanata la tomba di famiglia e nella confusione risultante salta fuori un femore di ignota provenienza?
La risposta logica sarebbe: lo si prende e lo si seppellisce insieme a tutto il resto… ma come accettare il rischio che un osso bastardo possa essere scambiato per quello del nobile avo?
Ovviamente facendo un’analisi del DNA.
E qui entra in gioco la mia amica a cui, fresca di laurea, viene affidato il femore per l’analisi. Lo zio è morto da tempo e il DNA molto deteriorato, quindi lei avverte che dovrà limare MOLTO per ottenere un buon campione, e forse limare e segare ancora prima di ottenere un risultato certo, ma la famiglia insiste.
Così lei va avanti… taglia, sega, lima. Niente. Ripete… taglia, sega, lima, e l’osso è sempre più piccolo. Finalmente, quando il femore sembra più una falange, arriva il risultato: era davvero dello zio!
La famiglia, felice, prende l’ossicino e lo seppellisce con i dovuti ossequi.

Un cane nell’ossario
All’ultimo piano del dipartimento di antropologia c’è una ricchissima collezione di ossa: da ossa romane, medioevali, rinascimentali fino ai giorni nostri. Alcune sono illustri, come il famoso teschio del conte Ugolino della Gherardesca. Amorevolmente custodite dal direttore del dipartimento, occupano degli armadi ai quali è interdetto l’accesso perfino ai colleghi.
Ora, la portinaia del dipartimento è un tipo un po’ particolare: decisamente non brillante, diciamo pure un po’ “lenta”, ha però un carattere irascibile. E ama i cani.
Le è stato detto più volte di non portare il suo cane al lavoro, ma niente, lei si ostina. Il cane talvolta si assenta, ma ritorna sempre poco dopo. Felice.
Fino al giorno in cui, dopo essere sparito per un paio d’ore, ricompare baldanzoso con una scapola in bocca.
Un attimo di sospensione, poi l’illuminazione… e il terrore: i ricercatori salgono le scale in preda al panico e si precipitano verso i sacri armadi del direttore.
Ma ormai è tardi: le preziosissime ossa sono ormai state rosicchiate per la solitaria gioia dell’animale più felice del mondo.

Odio la Telecom!

Posted in everyday life on 12 marzo, 2007 by Tiziana

Perchè:

– dal 2 dicembre ho sottoscritto un contratto telefono+internet con un altro gestore ed ancora non mi ha liberato la linea
– dice che non è colpa sua se ci sono “problemi tecnici” non meglio identificati
– il 187 fa schifo: non c’è verso di concludere una conversazione perchè cade sempre la linea e ogni volta devi rispiegare tutto ad un nuovo operatore
– obbliga quindi forzatamente gli utenti a sottoscrivere contratti telefono+internet solo con Telecom stessa
– mi priva di un servizio: ho disdetto il contratto per internet a consumo che avevo con un altro gestore ed è 2 mesi che sono senza adsl a casa

ecco, mi sono sfogata… Grrrrrrrrrr!

dimenticavo: mi fa bloggare in orario d’ufficio…e questo non va bene!

Riassumendo. Impressioni

Posted in everyday life, Londra on 28 gennaio, 2007 by Tiziana

Alcune riflessioni su quello che ho visto a Londra.

1. tanto per chiarire preventivamente, Londra mi piace. Parecchio.

2. sulla divisione in classi sociali, riporto le considerazioni fatte in due chiacchierate con due amici italiani che vivono in Inghilterra da un po’. Innanzitutto sull’atteggiamento di chiusura che si nota nella working class. Segni distintivi esteriori, come gli orecchini grandi a cerchio delle ragazze o la trascuratezza nel portare i capelli, o di linguaggio, come l’uso di troncare alcune parole, vengono portati con orgoglio. Si esteriorizza e si fa manifesto di una condizione di esclusione rendendola immediatamente percepibile. Tuttavia questo atteggiamento non porta ad una rivendicazione, ad una lotta per uscire da un circolo chiuso ma, al contrario, chiude il cerchio sempre di più (auto?)confinandosi ai margini. Stride il contrasto con il fatto che l’Inghilterra sia stata la culla, già dall’800, delle Unions dei lavoratori. Mi chiedo cosa siano oggi le Unions e cosa abbia portato la classe lavoratrice storicamente più autocosciente d’Europa a questa apatia. Butto là alcune ipotesi: un sistema scolastico classista?, una tendenza a mantenere lo status quo, inteso come atteggiamento generalmente conservatore, anche da parte delle classi sociali escluse?, anni di Thatcher-Blairismo? ….. mah.
Digressione parigina. Rimasi molto colpita l’anno scorso quando, stando a Parigi per alcune settimane poco prima che scoppiasse la rivolta nelle banlieu, ebbi modo di parlare con una ragazza parigina. Lei mi raccontava di come la stratificazione sociale fosse nettissima e quasi totalmente invalicabile. E anche qua il linguaggio era la prima barriera. Linguaggio non solo come scelta delle parole ma anche come uso di costruzioni grammaticali piuttosto che altre (i famosi tre livelli della lingua francese). Mi portava due esempi: in francese standard le domande si fanno anteponendo “est ce que” alla frase interrogativa; le classi basse, gli immigrati ecc. usano invece solo un accento finale interrogativo, mentre le classi altoborghesi, e solo quelle, usano l’inversione soggetto-verbo per esprimere interrogazione. Il secondo esempio era lessicale: le classi basse chiamano bagnole la macchina, le altre volture. Ora, il punto è che appena apri bocca vieni etichettato e, se cresci sapendo solo usare il termine bagnole, è difficile che se cerchi lavoro tu possa aspettarti molto di più che un impiego da shampista. E anche qui mi parlava dell’orgoglio e della chiusura delle classi lavoratrici verso l’esterno. Fino al punto di inventare un linguaggio, il verlain, pressoché incomprensibile a tutto il resto del mondo.

3. Sulle politiche ambientali e di trasporto. Per entrare in centro a Londra con la propria auto si pagano 8£ al giorno di “congestion charge”. Il 90% in meno se si è residenti. Scopo del gioco è evidentemente scoraggiare il trasporto privato a favore di quello pubblico. Bravi! Due considerazioni però: la prima è che permettersi questo serve un sistema di trasporto pubblico super efficiente (penso all’Italia… come sarebbe possibile?); il secondo è che chi è molto ricco non ne viene toccato perché le 8£ può permettersele e quindi sceglie di continuare ad usare la Mercedes invece che prendere la metro. Comunque bene lo stesso, se l’aria diventa più respirabile il beneficio è di tutti.

4. Sui caffè. Esistono tre catene di caffè che si trovano praticamente ovunque in città. Il caffè è buono (specialmente da CaffèNero, secondo la personalissima preferenza della scrivente!) ma quello che mi è piaciuto è che nessuno ti forza ad affrettarti ad andartene dopo aver consumato. Le persone leggono, conversano e, dato che c’è quasi sempre a disposizione un hot spot wifi GRATUITO, usano il proprio computer liberamente. Bello!

5. Resta alla fine la considerazione che Londra sia una città da ricchi. Se non hai soldi a sufficienza, meglio starne alla larga, perché può farti sentire molto escluso…. E standoci pochi giorni non ho ovviamente avuto idea di cosa sia là il sistema sanitario o lo stato sociale in genere. Mi ha comunque inquietato un’opera d’arte installata temporaneamente al piano terra del British Museum. Il titolo, significativo, è “From cradle to grave” e, in un tessuto leggero con piccolissime tasche lungo molti metri, raccoglie le circa 14000 pillole che un inglese medio assume durante la sua vita. Sommando questo al fatto che i medici di base inglesi, come mi raccontava un amico, prescrivono solo ed esclusivamente potenti antidolorifici qualsiasi cosa tu abbia, il quadro non è proprio idilliaco.

6. Mi è capitato di perdere il telefono. Compro una sim inglese e confermo che non esistono costi di ricarica né, tantomeno, l’obbligo di dare codice fiscale e documento d’identità quando la si acquista.

7. Da ultimo lascio la cosa più dolce: gli smoothies! Fantastici, sono delle bevande molto dense fatte con frutta pressata o a base di yogurt. Riporto quello che sta scritto sull’etichetta degli Innocent, forse i più buoni. “once upon a time, people weren’t around. They hadn’t been invented. Sure, there were flying squirrels and giant reptiles, but not people. Just think – no cars, no motorways, no houses, no pocket watches or polystyrene cups. No hairdresser, no fried chicken, no waltzers and no Kevin Costern movies. No telly. No magazines. No golf clubs. No nothing. Not even smoothies. Weird.” E più in basso, nell’etichetta: “An innocent promise. We promise that anything innocent will always taste good and do you good. We promise that we’ll never use concentrates, preservatives, stabilisers, or any weird stuff in our drinks. And if we do you can tell our moms.” Sarà anche merchandising, ma questa versione mi piace!