Archive for the Uncategorized Category

To the Lighthouse

Posted in Uncategorized on 1 febbraio, 2009 by Tiziana

… ‘it was not knowledge but unity that she desired, not inscriptions on tablets, nothing that could be written in any language known to men, but intimacy itself, which is knowledge’…

questo l’ha detto Virginia, non io… anche se l’ho sempre pensato.

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Weird Britain

Posted in arte, surreale, Uncategorized, viaggiare on 5 Maggio, 2008 by Tiziana

Dungeness
Avanguardia artistica, capanne di pescatori e una centrale nucleare su una straniante distesa di ghiaia.

Si arriva a Dungeness da una strada che taglia una zona molto verde, la Romney Marsh, piena di piccoli corsi d’acqua, con fienili in mattoni e tante pecore.
Poi improvvisamente il paesaggio cambia e la strada si allunga su una distesa di ghiaia senza fine, “shingle”, lunare.
Sulla sinistra il mare rimane nascosto dalle dune di ghiaia, con pescherecci tirati in secca, relitti, macchinari mangiati dalla ruggine, capanni cadenti di pescatori.
Sulla strada si alternano cottages di legno scuro e finestre rosse, gialle, e roulottes di acciaio a forma di uovo spaziale.
Vari tipi di cespugli spinosi hanno colori vivaci ed emettono odori pungenti o dolci… dipende.

Derek Jarman, uno scultore e regista d’avanguardia, trascorse qui gli ultimi anni prima di morire.
Il suo cottage nero e giallo è circondato dalle sculture fatte con quello che il mare lasciava sulla riva. Immagino la cura amorevole con cui gli amici e vicini si prendano tuttora cura delle opere, così fragili e soggette alle bizze del tempo, senz’altro inclemente.
Alcune ironiche, sarcastiche, totemiche, altre semplicemente poetiche, completano l’aria surreale del posto.
Sullo sfondo dei cottages, due fari e due centrali nucleari, grigie ed incombenti.

Cammino verso il mare e discendo le dune di ghiaia.
La bassa marea lascia umida una larga striscia di sabbia, mi guardo indietro, verso terra, e vedo i pescherecci sulla cima della collina di ghiaia.
Mi mangio le mani per non aver portato la macchina fotografica con me. E’ un luogo che sento di amare all’istante, desolato, lontano, deserto e bellissimo.

Soy Cuba/2

Posted in Cuba, politica, Uncategorized, viaggiare on 27 aprile, 2008 by Tiziana

Socialismo ed esclusione.

Le spiagge dei cayos sono esclusivamente per i turisti.
Mi spiego meglio: le isole di fronte alla costa nord di Cuba sono proibite ai cubani e la polizia controlla i passaporti come se fosse una barriera doganale.
E in un certo senso lo è, visto che dopo averla passata non sembra più nemmeno di essere a Cuba: la lingua ufficiale magicamente diventa l’inglese, tanto che anche il personale locale – visto che camerieri, giardinieri o facchini sono i soli cubani a cui è permesso entrare – risponde in inglese se ci si rivolge loro in spagnolo.
La clientela è soprattutto canadese ed, in piccola parte, europea. Scambio un paio di parole con dei ragazzoni canadesi e una luce di interesse si accende nei loro occhi quando dico loro che siamo di ritorno da un giro di 2000km attorno all’isola. Non sono assolutamente degli stupidi, magari è solo gente che scappa dai -20° di Montreal, ma mi pare comunque incomprensibile che della gente desideri passare 10 giorni a Cuba e …. NON VEDERE CUBA!

Socialismo dicevo… Ci sono ovviamente delle spiegazioni per questa scelta politica e -soprattutto- economica.
Dicendola in parole povere, Fidel si è ritrovato improvvissamente con le chiappe per terra dopo la caduta dell’ URSS. Chiusa la principale fonte di scambi commerciali e denaro, per dieci anni Cuba si è dovuta re-inventare un’economia dal nulla. Trovare nuovi partners commerciali, intessere nuove alleanze politiche e, soprattutto, aprirsi al turismo per garantirsi un flusso di denaro sufficiente a mandare avanti la baracca.
Ok, fino a qui ci siamo.
Ma perchè escludere la popolazione da una parte non trascurabile di territorio in un paese che si dice socialista? Propongo due possibili ragioni: per nascondere i lussi dei resorts a una popolazione che vive dignitosamente ma in povertà, e quindi cercare di prevenire rivendicazioni da una popolazione assetata di benessere, gadgets e comodità. Secondo, venire incontro a probabili richieste delle compagnie estere che investono sui resorts e che vogliono garantire vacanze senza rischi, scocciature o anche solo incognite ai propri clienti… boh, mi pare più plausibile la prima spiegazione.
Fatto sta che chi ha lottato per la rivoluzione si rivolterebbe nella tomba se vedesse.