Superca(r)zola!

Posted in Londra, macchine on 13 gennaio, 2008 by Tiziana

Finalmente ho guidato in Inghilterra.
Con mia grande sorpresa però, invece di una normale macchina, la compagnia di noleggio mi ha rifilato una gigantesca Chrysler modello pullman, 7 posti, diciotto airbag, i sedili riscaldati con l’antani blindo come se fosse a destra.

E, a essere sincera, mi è proprio piaciuta!

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Naked

Posted in cinema on 6 gennaio, 2008 by Tiziana

Ovverosia: quando i film sono così belli che fanno male.

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Non credo che saprei scrivere di meglio, quindi copio qui quello che ho trovato su www.filmref.com

E consiglio vivamente di procurarvi il film.

“Naked is a harrowing portrait of self-destruction and victimization. It is the story of a drifter named Johnny (David Thewlis) who, fleeing from certain retaliation over a violent tryst, runs away from Manchester to find his ex-girlfriend, Louise (Lynda Steadman). Instead, he meets her roommate, Sophie (Katrin Cartlidge), an attractive, spaced-out, and unemployed woman, and impresses her with his abrasive wit and sardonic humor. By the time Louise comes home, Sophie has developed an immediate attachment to him. But Johnny is more interested in the conquest than a commitment. The more Sophie tries to love him, the more distant, abusive, and violent he becomes. Feeling smothered by Sophie’s constant attention, he storms out of the apartment and wanders the London streets, finding other lost souls.
Mike Leigh’s improvisational approach to filmmaking has elicited powerful performances from Thewlis and Cartlidge, who create characters as equally likable as they are pathetic – Johnny: lost, misguided, disillusioned; and Sophie: gullible, perennial victim, starved for affection (the acting is equally inspired in Leigh’s Secrets and Lies). There is an uncomfortable and exceptionally heartbreaking scene where Sophie, after a forced sexual encounter with an unwanted guest, lies in fetal position, visibly convulsing on the floor. Naked is Mike Leigh’s devastating, caustic vision of life without roots, hope… or heart.

The grainy look of the the characters in the film provides a subtle visual manifestation of the theme. Seeing the characters through this perspective, they appear raw and unmasked. Symbolically, they are exposed – emotionally naked – vulnerable. They have, in different respects, fallen out of society, and are in desperate need of validation. Johnny and Sophie are unemployed. The night security guard has a meaningless job. The woman across the building fears the loss of her youth and beauty. As self-assured and confident as they project themselves to be, their brief encounters are all attempts to feel something – anything – to prove that they are still alive. Naked is an unrelenting, deeply disturbing film about the pain of alienation and lost direction.”

Dimenticavo…
Nessuno che mi consigli un film bello, ma che dopo non faccia venire voglia di tagliarsi le vene?

La vera storia del gemello di Babbo Natale

Posted in Firenze, natale, storie on 3 gennaio, 2008 by Tiziana

Dunque, tanto per chiarire, sì, Babbo Natale ha un gemello.

Stessa barba, stesse sopracciglia… lui però niente giacchetta rossa.
Accento nordico, non esattamente lappone, piuttosto tedesco.
Lo incontriamo un sabato sera in Piazza della Passera, a Firenze, seduto a uno dei tavoli all’aperto (deserti, ma lui si sa, è nordico).

Accento tedesco, dicevo… per parte di padre. Ci confessa in esclusiva che la mamma era ucraina. Non parla mai dell’illustre gemello. Antichi dissapori? Chissà…
Da quaranta anni in Italia, ci racconta storie sconosciute ai più.
Tipo: lo sapevate voi perchè i carabinieri usano le Alfa Romeo? Pare che nella storia sia coinvolta una nobildonna senza eredi e dei carburatori Weber.
Conoscitore di musica e filosofia, si interessa di politica e, notiziona, pare che non sopporti il Tappo di Arcore!

Ci lasciamo solo dopo avergli fatto confessare la sua segreta parentela con il più noto dispensatore di doni.

Salvo rivederlo, la sera di Santo Stefano, intervistato al tg della sera sotto le mentite spoglie di un madonnaro alla mensa dei poveri.

Montagne

Posted in donne, storie, Tiziana on 1 gennaio, 2008 by Tiziana

Quelle della notte: quando cammini in un sentiero innevato nel bosco, sotto le stelle, fino a un lago ghiacciato. E le stelle sono luminosissime e vicine, il bosco silenzioso, l’aria pungente. Solo il “crac crac” della neve sotto i passi e, ogni tanto, le nostre risate.

Quelle del giorno dopo: quando ti svegli dopo aver fatto tardi e pensi, no oggi non mi alzo nemmeno per idea, poi vedi il sole, senti l’odore del caffè che delle anime buone hanno già preparato in cucina… allora ti convinci, ti trucchi da sciatrice e parti. Poi c’è il sole, le piste quasi deserte del primo dell’anno, il vento sulla faccia e degli amici con cui dividere tutto questo e ti senti felice.

Quelle che poi lasci di corsa perchè tre ore dopo ti parte l’aereo… giacché noi super-eroi si vola direttamente dalle piste da sci a quelle degli aeroporti e in un battibaleno ci si ritrova nella stanza con la moquette di 10 giorni prima a ripensare a dove si era fino a poche ore fa.

Con un computer sulle ginocchia e qualche muscolo felicemente stanco.

“The train will be delayed…

Posted in fatti e misfatti on 3 dicembre, 2007 by Tiziana

…. Because the driver has not arrived” 🙂

Hard to believe, but this is exactly what we have been told on our way back from Bristol.
Funny enough, isn’t it?

Pensavo…

Posted in Londra, Tiziana on 25 novembre, 2007 by Tiziana

Pensavo che è passato un anno da quando decisi di trasferirmi all’estero.
Pensavo che quello che non ho fatto per anni lo ho fatto all’improvviso, sulla scia di un’emozione.
Pensavo che alle volte basta una notte con delle belle luci per cambiare la propria vita.
Pensavo….
Pensavo che però io mica sono cambiata per niente, nel frattempo.

Chi siete? Cosa portate? …. una sterlina!

Posted in inglesi on 17 novembre, 2007 by Tiziana

Ossia: come far saltare i nervi a un monaco zen.

Luogo: British Library, a.k.a “Fort Knox”.
Scopo del gioco: avere la tessera della biblioteca.
Regole: porta passaporto, carta di credito, estratto conto della banca e (forse) ti fanno la tessera.

no, davvero, non è uno scherzo!
Ah, il “forse” è dovuto al fatto che se non aggiungi anche un biglietto da visita di lavoro che dimostri un qualche interesse professionale attinente alla ricerca che vuoi fare o una tessera universitaria, il massimo che ti fanno è una tessera per un mese.

Tanto per precisare: alla British Library non si prestano i libri, ma si consultano solo sul posto.
I documenti richiesti servono a dimostrare chi sei e dove stai, in caso che cosa??? Visto che non puoi prendere i libri in prestito ma solo leggerli…

Comunque questo è il modo in cui le cose vanno qui: non sei obbligato a girare con i documenti (puoi guidare senza avere con te la patente, per esempio), ma per fare le cose più stupide sei obbligato a dimostrare qualsiasi cosa.
A me, per esempio, poteva anche scocciare che la ragazza della biblioteca sapesse quanti soldi ho in banca… tanto per dire.
Come quest’ estate mi è scocciato da morire che, a fronte di un passaporto esibito, mi si rifiutasse di prelevare dal MIO conto perchè, avendomi rubato la borsa, non potevo aggiungere un secondo (????) documento al passaporto.
Come se avendo 2 documenti l’impiegato fosse più sicuro che io sono io…. no, dico, il passaporto a che serve, allora?

Vabbè, bravi, belli, ma ‘sti inglesi mi si perdono nei particolari pratici.
Tipo che non ci sono i cestini nelle stazioni…. ma questa è un’altra storia!

London Film Festival

Posted in cinema, Londra, uscire on 4 novembre, 2007 by Tiziana

Or “How to watch four films in less than 7 days”

Now that my cinema-week has just passed, here are some rants about what I’ve seen on the screens of the London Film Festival.

Non pensarci” by the Italian director Gianni Zanasi, featuring an outstanding performance by Valerio Mastrandrea, is the story of a not-so-famous rock star who, at the edge of 35, returns to his home town after a final disastrous gig. But rather than finding a comfortable family life, he suddenly finds himself drawn into the personal mess of his brother (who runs the family business on the edge of bankruptcy and falls in love with a prostitute), his sister (lost in her passion for dolphins and completely unaware of anything else) and his parents (a naively good-hearted father and a surprisingly “modern” mother).
Incredibly, he turns out to be the most reliable, although (enjoyably) the funniest, of the whole family.

And now for something completely different! The second one, Aleksander Sokurov’s “Aleksandra“, is a slow, minimalistic film about the stupidity of war, embodied by the surreal journey of a grandmother to Chechnya to visit her grandson – a Russian army captain. Once there, she meets soldiers and civilians, all closely bonded by the toughness of life in a permanent state of fear and deprivation. Not a funny film, for sure… nor probably the best glance into human behaviour in a war context, if compared to other films on the same theme.

La graine et le mulet” was the third movie. Here we are in Marseille, with the north-African community of fishermen and shopkeepers living near the docks. When the main character is sacked, he tries to start his own business restoring an old fishing boat. This is supposed to become a floating cous-cous restaurant, where the man’s composite family (ex wife, multiple sons, plus new partner’s daughter) join forces in an effort to prepare a great opening dinner. But everything is destined to fail, including the film which misses its point, drags on and gradually slips from the director’s control…

Last but not least, since it is probably the best film, is “The edge of Heaven“, the last realease by the Turkish-German director, Fatih Akin. It’s the story of six main characters: a Turkish father and his intellectual son both living in Germany; a German mother and daugther; and a Turkish prostitute in Hamburg and her daugther – a Turkish political activist – all linked together by a powerful plot of which each character is unaware. The story is punctuated by two deaths and runs backward and forward between Turkey and Germany, past and present. Perfectly acted, filmed and written, it’s an incredibly moving yet measured piece of work.

[second version as amended by my favourite English consultant]

Tutto il mondo è cantiere

Posted in fatti e misfatti, lavoro, società on 23 ottobre, 2007 by Tiziana

“Non mi dire che il livello di sicurezza nei cantieri è così alto in England!..cioè, della serie, si sta a discutere come metterlo [il caschetto]..NON SE METTERLO!”

Questo è il commento di Agnese al mio post precedente.
E la risposta è … magari!

L’altra settimana per dirne una ero a Wells in un cantiere e degli operai stavano tagliando dei blocchetti di cemento con la sega circolare (!) senza guanti, cuffie e mascherina.
Ovviamente avvolti da una coltre di polvere ed in un casino infernale….
Questo per dire il livello e per chiarire la differenza che c’è ovunque tra teoria (il manuale sulla sicurezza nei cantieri) e pratica.

Non ho sotto mano delle statistiche su quanta gente muoia di lavoro (perchè questo è), ma non ho la sensazione che qui la faccenda, specie in edilizia, sia meno seria che da noi.

Safety helmet

Posted in inglesi, lavoro on 20 ottobre, 2007 by Tiziana

Dunque, lunedì prossimo ho l’ “Health & Safety test”… praticamente un test sulla sicurezza sui cantieri, e nel libro che sto studiando (si, di sabato, uff) ho trovato questa perla di saggezza fra le domande!

L’immagine fa schifo, lo so… ma la domanda recita “Per avere la massima protezione dal vostro elmetto di sicurezza, dovreste indossarlo” (seguono immagini)…

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In effetti ero molto tentata di rispondere A…. “perchè fa FIGO” 🙂

Metello

Posted in libri, politica, società on 5 ottobre, 2007 by Tiziana

Ecco, pensavo a Firenze… forse perchè ho risposto a qualche amica fiorentina proprio ora (forza Agnese!!) e pensando a Firenze mi è venuto a mente Pratolini e il suo Metello.

Così ho copiaincollato una breve nota a questo libro che ho scritto su aNobii. Eccola:

Un libro altamente morale, nel senso nobile e non retorico della parola. Morale del lavoro, della lotta operaia, di una Firenze che non c’è più.
Raccontò Terzani pochi mesi prima di morire che quando passava davanti alla boutique di Roberto Cavalli a Firenze, dove fino a poco prima c’era uno storico caffè, apriva la porta, gridava “vergogna!!” e se ne andava.

Ecco, la Firenze di Metello è quella senza boutique.

così….

Troppo pigra!

Posted in everyday life, fatti e misfatti, Tiziana on 16 settembre, 2007 by Tiziana

Sono troppo pigra, ogni sera mi metto a letto col computer sulle ginocchia e invece di scrivere mi metto a fare altro finchè immancabilmente diventa troppo tardi e rimando, e rimando, e rimando… ok. Questo per chiarire perchè ho fatto passare quasi un mese senza scrivere un tubo.
E ne sono successe di cose!

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Andando a ritroso:

– sono appena tornata dalla serata conclusiva del Thames Festival, una due giorni per festeggiare la fine dell’estate (quale??, si lo so…). Qualche foto su flickr tanto per avere un’idea di cosa si trattava.
Random, tra le cose che mi sono piaciute:
* lo spettacolo di ieri sera sotto al London Eye, magico e poetico, con musicisti acrobati sospesi in aria fra musiche di campanelli e fiaccole;
* la pazza trasformazione del Southwark Bridge in qualcosa di completamente diverso, con divani e abajour, una lunga tavola con candelabri in pura plastica e sedie dorate, sabbia e prato e una casetta ricoperta di biscotti (veri e buoni). Più un surreale concerto in stile surf-rock con hula-man in pantaloncini e gonnellino di rafia e qualche attempato ma doratissimo Elvis.
* la sfilata di stasera: carri, gruppi danzanti in costumi colorati e luminosi, lanterne di carta e tanta musica. Più i fuochi d’artificio finali sparati sul Tamigi.

– ho conosciuto diverse persone interessanti durante il blog drink in un pub a Gloucester Road organizzato da Sandrine. Un saluto in particolare a Joe, Jobeda e Sandrine con i quali ho parlato davvero volentieri.
Jobeda, creatrice di sci.tv e filmaker, mi ha colpito tra l’altro per l’essersi definita una “musulmana atea”: la combinazione mi è in effetti totalmente nuova, ma, come ha spiegato lei, ha perfettamente senso se si intende l’essere musulmani come un dato culturale d’origine (ambiente di nascita ed educazione) e l’essere atei come una scelta filosofica matura.
Parlando con Joe, originario di Hong Kong ma cresciuto a Londra, ho invece scoperto un’affinità tra cinesi e toscani nell’uso della cosidetta “bestemmia creativa” 🙂

– Una notte molto particolare al Royal Festival Hall (che ormai sta diventando la mia seconda casa). Da Java una notte di musica e teatro delle ombre per raccontare un episodio del Mahabarata: cominciato alle dieci e proseguito fino alle sette della mattina successiva, con il pubblico –scomodamente– sprofondato in cuscini bianchi e rumorosi ma letteralmente ipnotizzato dal fascino della rappresentazione… faticoso ma bellissimo.

– Ho fatto le mie prime vacanze “da emigrante” in Toscana e mi sono quasi commossa quando ho letto “aeroporto di Pisa” (davvero!). E’ stato bello rivedere amici e famiglia, e voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati così vicini da quando sono partita. Fa piacere, tanto!

Purtroppo una settimana passa davvero troppo in fretta e non c’è stato tempo per stare abbastanza insieme… ma se volete siete i benvenuti qui a Londra!

thank you…. maddechè?

Posted in inglesi on 24 agosto, 2007 by Tiziana

Scena: sui bus, quelli in cui si scende da davanti, accanto all’autista.

Il passeggero suona per scendere alla fermata, l’autista apre le porte, il passeggero dice “thank you SO MUCH” [grazie, ma parecchio!], l’ autista “thank you”, il passeggero ari”thank you”.
Ora, capisco il primo thank you, anche se in fondo l’autista fa il suo dovere a fermarsi alla fermata: non è che ti stia facendo un piacere, sarebbe strano se ti ignorasse e non ti facesse scendere, ma vabbè, il passeggero è gentile e ringrazia.
Ma gli altri due “thank you”…. perchè?
Probabilmente io ti ringrazio di avermi ringraziato e tu mi ri-ringrazi per averti ringraziato di avermi ringraziato….?

Questo per la serie barriere culturali.
Comunque sto imparando: adesso spargo “thank you” come il verde rame!

Maremma dreaming

Posted in everyday life on 24 agosto, 2007 by Tiziana

Prossimamente arrivo in Italia, Grosseto, Pisa, Firenze.

Ai fiorentini: prenotati per il primo fine settimana di settembre?
Ai grossetani: in settimana, maremaremaremare…. che ora c’ho un bel colorino bianco-morte e devo fare un po’ d’invidia ai colleghi quando torno;
Ai pisani/lucchesi: qualcuno per un tour maremmano? sennò lunedì 3…

Dopo il secondo furto non ho più un numero di cellulare, palesatevi via mail o come volete (anche con consegna pizza a domicilio, magari!)

A lady of a certain age

Posted in architettura, inglesi, società on 17 agosto, 2007 by Tiziana

Hastings, agosto 2007.

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Dopo una settimana a camminare controvento su un molo pericolante coperto di cacche di gabbiano e cadaveri di piccione, dopo le sere passate in un caravan con la moquette nel bagno e le tendine a fiorellini, ho talmente tante cose da raccontare che questo post lo devo dividere in capitoli, quindi:


1. I caravan e le tendine

Ero preparata al peggio, giuro… quando ho saputo che avremmo alloggiato ad un campo vacanze, ma dopo aver ricevuto la carta d’ingresso a forma di tigre ed aver girato la chiave del caravan ho avuto un momento di sconforto:
moquette rosso mattone ovunque, bagno incluso, porte bianche in pura plastica 100% ma serigrafate a rilievo con venatura effetto-legno, divani a fiori giganti, tendine con i drappi in tinta col resto e finto camino sormontato da specchio con cornice effetto legno dorato. Senza parole, troppo davvero.
La minimalista che c’è in me ha tentato di strangolarsi con il cordone delle tende, ma purtroppo essendo di plastica non ha tenuto.

Il posto è per famiglie, normali famiglie inglesi un po’ più grasse, tatuate e piercingate della media, assecondate nei gusti da un negozio interno che vende una selezione completa di patatine, bibite e cibi pronti delle peggiori marche.
La zona “divertimenti” si distingue per la presenza di macchinette mangiasoldi, che rumorose e piene di lucine attraggono i bambini parcheggiati da genitori che guardano le partite di calcio su un megaschermo, giocano a freccette e bevono birra.

I caravan sono in vendita, nel qual caso da ospiti si diventa “owners” ed i cartelli sparsi per il campo sottolineano “ownership, a way of life” o “join owners exclusive, get unique privileges”.

In generale quello che si propone alla working class inglese è un sogno borghese fatto di tendine e caminetti, il “come a casa lontano da casa” nell’idealizzazione riprodotta in plastica del cottage di campagna.

Per la cronaca…. tutto esaurito.

2. A lady of a certain age, Hastings e il suo molo

Nella seconda metà dell’800 si costruirono in Gran Bretagna diverse decine di “pleasure piers“, estensioni sul mare di passeggiate cittadine e comodo approdo per le navi a vapore, eleganti e leggere architetture in ferro.

Hastings pier è uno di questi, ma oggi non rimane quasi niente dell’originale aspetto del molo. Allargato a partire dal 1917 in piena prima guerra mondiale, perse nel corso del ‘900 l’elegante padiglione in stile indiano per acquistare durante il secolo una scomposta massa di edifici, culminati recentemente in una bingo hall con una facciata di pessimo gusto.
Sulla lunga promenade di fronte al pier resistono ancora le eleganti pensiline anni’30, perfettamente moderniste, elegantissime.

Mecca del rock negli anni ’60 e ’70, il padiglione terminale ha ospitato storici concerti di Pink Floyd, Rolling Stones, Jimi Hendrix, Sex Pistols, The Clash ecc. con duemila persone saltellanti sulle decrepite strutture sottostanti…. da brivido, se penso a quello che ho visto questi giorni.

Quello che sono andata a fare infatti sul molo è stato un esame di tutte le strutture, che mi ha visto atleticamente spalmarmi a pancia sotto sulla punta estrema del molo, addentrarmi nelle sale chiuse fra piccioni morti e cacche varie, svegliarmi all’alba per sfruttare la bassa marea e zompettare allegramente fra i molluschi attaccati alle colonne di ghisa,… wow
Devo però ammettere che la parte più faticosa è stata resistere tutta la settimana alle tremende musichette che venivano dalla sala bingo: lambada e gipsy king, principalmente 🙂

A lady of a certain age, è l’impressione che ho avuto dal molo e dalla cittadina: una gloria passata che diventa la malinconica ombra della miseria presente fatta di belle facciate scrostate sul lungomare, gloriosi palazzi anni ’30 tristemente abbandonati e un molo che dopo gli anni migliori se ne sta precariamente ad aspettare che qualcuno trovi i soldi necessari per rimetterlo in sesto…e oh se ce ne vogliono.

Miniere di stagno

Posted in politica, società on 8 agosto, 2007 by Tiziana

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Mi piace parlare con chi ha vissuto una vita completamente diversa dalla mia, e qualche giorno fa ho scambiato un po’ di parole con un ex minatore.
Si chiama Boomer, mi apostrofa dandomi della “my lover“, alto, capelli rossi, ha passato 17 anni in miniera… gli chiedo com’era, risponde “good job” ridendo. Orgoglioso del vecchio lavoro si vanta dei buoni guadagni ed insiste perchè dica ad un ex collega poco lontano che lui guadagnava molto di più degli altri.
La Cornovaglia ha un passato pluricentenario legato alle miniere di stagno, il massimo dello sfruttamento essendo stato tra sette e ottocento, con una ripresa nel secondo dopoguerra. Se qualcuno ha letto qualche libro di Cronin sa che tipo di vita fosse quella dei minatori fino ad un’ottantina di anni fa.
Con la metà del novecento sono arrivati esplosivi più sicuri, martelli pneumatici e cuffie antirumore, ma le vibrazioni continue a cui è esposto chi perfora, il calore e l’umidità sono le stesse di prima.
Adesso in Cornovaglia l’industria mineraria è morta: di colpo, la caduta dei prezzi dello stagno sul mercato mondiale ha messo fine alla principale fonte di guadagno della zona e lasciato senza lavoro migliaia di persone.
Alcune, come Boomer, guidano i visitatori all’interno delle vecchie miniere… e gli altri? Immagino sussidi di disoccupazione.
Sul territorio, i segni del passato industriale sono visibili ovunque: vecchie ciminiere in pietra e più recenti torri in acciaio, tutti ugualmente fuori uso.
Archeologia industriale e umana, le macchine nella miniera che ho visitato erano ferme, i pozzi più profondi allagati, i vecchi minatori, sulla sessantina, sembravano nostalgici di un passato che dava comunque dignità sociale e un ruolo.

Anche il babbo c’ha le Crocs

Posted in fatti e misfatti on 1 agosto, 2007 by Tiziana

…. gliele ho comprate io!
Eccole:

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(pare che da allora non se le sia più levate, quando si dice un regalo azzeccato)

La mia moleskine

Posted in fatti e misfatti, Tiziana on 28 luglio, 2007 by Tiziana

…non c’è più.

Con lei mi hanno rubato le annotazioni dei miei ricordi, disegni, posti scoperti e persone conosciute, incontri…
Mi spiace perchè da ora associerò ad un posto che mi piaceva molto un brutto ricordo, e mi spiace che una giornata per me molto felice mi sia stata rovinata per un furto. Se proprio doveva succedere, non oggi per favore.
Di nuovo, come un anno fa, una brutta sensazione di impotenza.

nota a margine: carte, denaro, documenti, telefono, mp3, un borsello e una borsa a cui tenevo molto… tutto sparito.

update: l’ho ricomprata! (prima di una lunga serie di cose da ricomprare…)

Global Cities

Posted in architettura, società on 18 luglio, 2007 by Tiziana

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IL TEMA
Shangai, Tokyo, Los Angeles, Mexico City. Città del Capo, Il Cairo, Istanbul, Mumbai e Londra sono
le città prese in considerazione per parlare di concentrazione urbana nella mostra adesso alla Tate Modern.

Oggi il 50% della popolazione del pianeta vive in città, all’inizio del ‘900 era il 10%, fra cinquanta anni sarà il 70%.
Molte città ormai superano i venti milioni di abitanti e ci si chiede se pianificare lo sviluppo di questi agglomerati sia possibile, specie quando si tratta di metropoli del sud del mondo.
Attorno alla metà del ‘900 il dibattito sulla forma urbana ha avuto toni utopistici, profetici. Quasi un ritorno all’utopia ottocentesca delle comunità ideali: Le Corbusier ha immaginato e realizzato Chandigarth in India, Oscar Niemeyer ha creato dal nulla Brasilia ed in generale si è pensato che governare razionalmente la forma urbana fosse possibile, auspicabile ed efficace.
Alla fase utopistica è seguito a partire dagli anni ’70 del novecento il disinteresse per l’elaborazione di idee sistematiche per il governo delle città: pensiero debole in urbanistica, pressione speculativa e fine dell’idealismo.

Oggi ci si chiede come recuperare la spinta ideale alla creazione di un ambiente migliore in una chiave più realistica e meno avulsa dalla realtà.
Pensare e scegliere una forma urbana ha infatti effetti importanti sulla qualità della vita: una città ad alta densità risparmia territorio riducendo l’estensione dei servizi a rete (acqua, elettricità, gas, rete viaria) e contrae i tempi di trasporto ma può ridurre gli spazi verdi e comprimere gli spazi individuali.
Ma in quale contesto ha senso poi parlare di forma della città quando gli agglomerati del sud del mondo proliferano in modo del tutto informale ed ingovernabile sulla spinta della pressione all’inurbamento?

LA RAPPRESENTAZIONE
Le città esaminate in Global Cities hanno forme e densità molto diverse: silhouette di legno efficaci
ed estremamente affascinanti traducono in una forma tridimensionale la densità di Londra, San Paolo, Il Cairo e Mumbai.
L’altezza delle sagome riflette la densità di popolazione e l’impronta sul pavimento riproduce l’estensione in piano della città. Impressiona vedere le vette aguzze di Mumbai e del Cairo che viaggiano entrambe sui 35000 abitanti per km quadrato e la morbida frittella di Londra che si aggira sui 4500.
Altrettanti filmati documentano alcuni aspetti della vita in queste città.
Immagini satellitari rappresentano infine visivamente la forma delle città e danno un’idea a volo d’uccello dell’interazione città-territorio e del tipo di insediamento presente.

nota: purtroppo non ho visto tutta la mostra causa chiusura… appena ci torno aggiungo il resto 😉

Gambero Rosso

Posted in uscire on 8 luglio, 2007 by Tiziana

Post culinario:

Riassumo in una googlemap alcune esperienze gastronomiche.
Nota: sono tutte collaudate personalmente, alcune anche ri-collaudate visto l’apprezzamento 🙂